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Archivio per la categoria ‘eventi’

In ordine di tempo segnalo qualche interessante iniziativa formativa che ci sarà nei prossimi mesi:

  • 18-19-20 febbraio (Padova): Cultura senza barriere, una serie di seminari suddivisi per aree tematiche che vanno dall’accesibilità all’open source alle tecniche di scrittura
  • 5-6 maggio (Firenze): Better software, confenza sul web 2.0, design e sviluppo software dedicata a manager e progettisti del web
  • 7-8 maggio (Pisa): IA Summit 2010, incontro annuale sull’architettura dell’informazione

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Non sono scomparsa è solo che mi sono concessa una breve vacanzina di tre giorni a Parigi. Dovevo spuntare un altro museo della mia lista che stava diventando troppo pesante: il Louvre. Già che c’ero ho visitato anche quello d’Orsay.

Naturalmente ho preso le audioguide palmari, nei prossimi giorni conto di raccontare le impressioni con calma.

Tanto per non perdere il ritmo domani sono all’UXcamp al festival della creatività di Firenze. Prometto di prendere appunti! ;)

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Materacamp, il giorno dopo

Commenti a freddo sul Materacamp 2009. Non ho scritto subito perchè volevo metabolizzare un po’ l’evento.
L’organizzazione è stata imponente e solida, capace di gestire ogni tipo di contrattempo e molto accogliente (in perfetto stile meridionale) ma nonostante questo ho trovato delle falle dal punto di vista dei contenuti.
Premetto che non avevo mai partecipato ad un barcamp e che sono arrivata all’interno della mediateca con delle aspettative altissime pensando di incontrare dal vivo tutte quelle entità che conosco solo via web, invece così non è stato.
Nella maggior parte del tempo mi sono sentita un po’ un pesce fuori dall’acqua, come al primo giorno di scuola in una classe già formata. Vabbè questa potrebbe essere una mia mancanza comunicativa e non avrei molti argomenti per ribattere, la timidezza è il nemico con cui cerco di combattere tutti i giorni.
Veniamo ai contenuti. Devo dire che ci sono stati degli interventi notevoli tra cui quello di Nicola Greco relativo a Buddypress e dei ragazzi turchi ma la cosa è poi andata sempre più scemando. Ho seguito Azzurra Collas perchè mi interessava molto il progetto di scrittura collettiva ma la relatrice era troppo occupata a parlare di sé e del romanzo per rispondere alle mie domande circa la metodologia di lavoro.
L’ultimo intervento che ho ascoltato ha riguardato la costruzione grafica del sito web del Materacamp, spunti interessanti anche se troppo ridotti all’osso. Dato il mio interesse per questi argomenti mi sarebbe piaciuto sapere quali sono state le riflessioni a monte del progetto, le strade che sono state abbandonate e in dettaglio i motivi per cui si è optato per altre.
Mi sono accorta che in sala c’era pochissima gente e sono stata attirata da voci e schiamazzi che venivano da fuori, la maggior parte della gente era lì a ridere tra per l’intervento di due ragazze dal titolo Minchia 2.0. Non per essere pudica ma non mi sembrava il caso di restare ad ascoltare qualcosa che poteva essere più adatto in una birreria tra amici che al barcamp.
Ho tentato invano di ascoltare Mafe ma non ci sono riuscita (uffa!). Ho sperato di parlare con altri blogger di web e di scrittura ma tutti sembravano troppo presi da se stessi.
Non voglio essere polemica, la mia vuole essere una critica costruttiva per cercare di migliorare questi aspetti che a mio avviso sono stati carenti. So quanto lavoro c’è stato dietro quei tre giorni ed è per questo motivo che mi sarebbe piaciuto ripagare gli organizzatori dicendo che è stata una full immersion nel web ma dal mio punto di vista non è stato sempre così.
Mettiamo come proposito per il prossimo anno di porre attenzione soprattutto ai contenuti e di creare per davvero quelle sinergie di aggregazione e condivisione che tanto le star della blogosfera evangelizzano. Ma devono essere della scuola fate come dico io non fate come faccio io.

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Tutti al Materacamp!

materacamp2Con un grosso sorriso sulle labbra e tanta curiosità ho spulciato questa mattina il sito del Materacamp 2009, bellissimo.

La grafica è formidabile, accattivante, lineare e questo non è solo il mio giudizio (troppo profano) ma anche quello di alcuni che i grafici lo fanno per mestiere. L’idea dei santini poi..ho visto già le locandine utilizzate come sfondi del proprio desktop!

Ancora una volta il team di Egghia ha fatto centro.

L’organizzazione del Materacamp con Clara come portavoce (non si poteva scegliere volto più efficace) sta macinando chilometri anzi byte.:) e sta lavorando con grande professionalità.

Per il momento invito tutti a visitare il sito e, se possibile a fare un salto sabato nella bella città dei Sassi. Io sarò lì, ma tanto tornerò presto sull’argomento.

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Matera 2019

Matera 2019Week-end materano a casa. Ho partecipato ad un interessante incontro insieme ad altri blogger con due dei soci fondatori dell’associazione culturale Matera 2019 nata con lo scopo di appoggiare la candidatura della città dei Sassi a capitale europea della cultura per il 2019. Bella sfida. Come al mio solito non ho parlato molto se non per presentarmi, ho preferito ascoltare ed elaborare le idee che mi passavano per la testa. Sono andata all’appuntamento senza troppe informazioni e quando non conosco a fondo l’argomento preferisco ascoltare chi ne sa più di me e farmi un ‎quadro più chiaro.

Da quello che ho capito il viaggio è lungo, molto lungo. Anzi a dire il vero per il momento siamo ancora a decidere cosa mettere in valigia, con chi andare, con quale mezzo di trasporto. Abbiamo deciso solo la meta. L’obiettivo si, mi è sembrato chiarissimo nella mente di Vito Epifania e Francesco Salvatore‍: Matera ha tutte le carte in regola per poter partecipare ad armi pari con le altre candidate italiane (Venezia, Ravenna, Brindisi, Parma, Cagliari).

Per il momento si tratta di iniziare a pensare, si tratta di essere convinti a fare questo percorso tutti insieme, Sindaco, giunta comunale ma soprattutto i cittadini materani perchè senza l’appoggio della popolazione non si va da nessuna parte.

L’obiettivo zero è creare il sostrato culturale. Educare i cittadini, cambiare la mentalità di molti e aprirla dal piccolo all’infinitamente grande. Partire dai bambini, dai ragazzi che tra dieci anni saranno gli attivisti investendo capillarmente le scuole, i circoli culturali, i media a 360°.

Forse per il nostro isolamento, forse per le condizioni storiche che hanno portato spesso la nostra città a subire passivamente decisioni di altri, noi materani siamo bravissimi a lamentarci di tutto e di tutti ma non siamo stati mai capaci di reagire e di essere propositivi. Questa ventata di freschezza ci voleva proprio, qualcunofinalmente prende in mano la situazione e cerca di cambiarla, si espone e ci mette “la faccia”.

Non so se riusciremo a vincere il bando di gara europeo, magari sbaglieremo l’idea forza, magari i competitor avranno l’asso vincente o semplicemente sarà scelta un’altra città per un motivo x, in ogni caso se avremo cambiato la mentalità della gente avremo vinto comunque. Allora iniziamo, proviamoci. Tutto il resto piano piano.

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Tra circa due mesi ci sarà a Matera un Barcamp (incontro tra abitanti della blogosfera per fare il punto sullo stato dell’arte del web). L’argomento di quest’anno è come il web e la tecnologia possono aiutare l’economia a sconfiggere la crisi, tra gli interventi ho visto che il gruppo degli scrittori colletivi di Second Life presenterà il romanzo che stanno scrivendo “La torre di Asian“.

Mi è subito venuto in mente che avevo letto di iniziative analoghe già grazie a Giovanna Cosenza: gruppo Wu ming, Nazione indiana, fan fiction (anche se questo è un genere più che un gruppo), SIC, ecc. Quest’ultimo mi aveva colpita per il lavoro di teorizzazione che c’è dietro.

Gli iniziatori sono Gregorio Magini e Vanni Santoni, sul sito del progetto potete trovare tutte le spiegazioni necessarie a capire cos’è un romanzo collettivo e come funziona, in più è possibile scaricare una serie di documenti utilissimi come ad esempio il manuale per diventare autore collettivo ed il glossario dei termini meno conosciuti della scrittura collettiva.

In un primo momento non riuscivo a comprendere a fondo queste nuove forme di scrittura, ma rileggendole e aggiungendo un tassello per volta al mio puzzle mentale il processo mi sta diventando sempre più chiaro e accattivante.

Mi sembra un fenomeno da non sottovalutare che corre parallelo alla scrittura cartacea, evidentemente nato in ambiente web 2.0 sta diventando quasi un fenomeno sociale. Come ha scritto la professoressa Cosenza ormai tutti conoscono sms e mail, hanno blog, chattano utilizzando la scrittura forse molto più di qualche decennio fa, soprattutto anche i dilettanti o chi ha solo una passione per la scrittura può vedere i propri lavori letti da altri e commentati in modo disinteressato.

Alla luce di queste considerazioni chiederei a Francesco Alberoni se si è ricreduto sull’aridità creativa dei figli del web e sull’assoluta inutilità dei social networks.

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