Le nuances delle parole

Avete mai ascoltato qualche canzone di Fabrizio De Andrè? Se la risposta è no fatelo, andate su youtube e ascoltate la sua musica. Attenzione però alle parole. Mettete le cuffie e concentratevi su quella voce profonda dai bassi argentei e fatevi trasportare dal suono.
Non voglio trattare ora della vita del cantautore, l’impegno politico o sociale, tanto si è detto di lui negli ultimi mesi.
Voglio focalizzare l’attenzione sul suo straordinario modo di evocare uno scenario reale cantando.
La bravura di uno scrittore – a mio avviso – è tanto maggiore quanto più riesce a dare vita a personaggi che agiscono all’interno di scene reali, ma se a questo ci aggiungi la musica il risultato è sublime.
Proprio questa mattina ho ascoltato un suo album che si intitola La buona novella, semplicemente la storia di Gesù e della sua famiglia. Già il tema non è dei più semplici da trattare. Ascoltavo mentre facevo altro come mi capita spesso ma ad un certo punto mi sono accorta che avevo smesso di lavorare, fissavo il vuoto con gli occhi ma in realtà la musica mi aveva trasportata nel deserto e stavo accompagnando Giuseppe nel suo viaggio di ritorno dall’Egitto alla Palestina. Si ero lì, le parole avevano costruito lo scenario aggiungendo piano piano un particolare diverso: il cielo scuro, i volti torbi dei cammellieri, l’asino lento con testa bassa, il timore di Giuseppe che da anziano ha dovuto sposare una bambina oppure il racconto del sogno di Maria: il volo con l’angelo, gli alberi di ulivo che abbracciano le viti nodose, il dormiveglia e la paura del risveglio.
Le parole. Ogni parola ha la sua importanza, il suo peso, il suo suono. Nulla è per caso. La musica a questo punto è solo un sottofondo, completa il quadro nulla di più.
Il valore delle parole è un concetto spesso poco ricordato nella scrittura, soprattutto in quella per le aziende. Presentazioni, progetti, relazioni sono sempre piene di “aria fritta” ovvero concetti scontati, riciclati, spesso banali in uno copia e incolla spietato.
Prendiamo ad esempio questi grandi personaggi, torniamo al principio della comunicazione e ridiamo il giusto valore alle parole, anche quelle più brevi, distribuendo i pesi all’interno della frase.
Per fare questo ci vuole del tempo, un impegno anche creativo che purtroppo i tempi aziendali spesso non concedono.
La parola d’ordine quindi è preparazione atletica, alleniamoci a scrivere utilizzando sinonimi, limando senza banalizzare, focalizzando l’attenzione sui concetti.
Io ci sto provando, vi farò sapere se funziona.

One thought on “Le nuances delle parole

  1. Beh, non so se l’intenzione era quella ma dopo aver letto questo post sono stato assalito da un’irrefrenabile voglia di ascoltare la canzone che hai citato!🙂
    Sono persona un po’ restia alla lettura, forse un po’ troppo pigra per trovare tempo da dedicare ai libri, ma comunque sostenitrice dei discorsi semplici e non prolissi che colpiscono immediatamente e che “si fanno leggere”, e il messaggio che hai lasciato è la riprova perfetta di quanto contiene: usare le parole giuste per spiegare l’importanza di usare le parole giuste.
    Continua così!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...