Egitto per sempre

Sono in partenza per il Materacamp ma al volo voglio segnalare il sito di un progetto interessante Eternal Egypt che avevo scoperto un po’ di tempo fa ma che non avevo mai avuto il tempo di approfondire. Ormai è di quattro anni fa ma fa ancora la sua figura tra rendering e navigazione a faccette che per “l’epoca” (quanto è relativo il tempo nel web!) si può considerare avangiardistico.

Uno spunto per tutti: una mappa concettuale per immagini come scelta di navigazione? Bella idea!

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Leggero leggero

Sto leggendo le Lezioni americane di Italo Calvino, una lettura che non deve mancare nel background di chi vuole fare della scrittura il proprio mestiere o che semplicemente si diletta nel fermare i propri pensieri su carta.
Si tratta di cinque/sei lezioni su altrettanti aspetti dello scrivere che il maestro avrebbe tenuto negli Stati Uniti. Uso il condizionale perchè Calvino morì prima di aver completato l’ultima delle sei lezioni di cui restano solo i suoi appunti.
Sono alla seconda La rapidità ma è troppo presto per parlarne.
La prima, La leggerezza, l’ho letta due volte sottolineando i concetti principali. Dico questo non per sembrare la solita secchiona che si porta la sindrome dello studio liceale dietro, ma perchè non riuscivo a trovare un metodo migliore per fermare nella mia mente i concetti stampati sulle pagine del mio libro.
Non è una lettura semplice, non si tratta di un romanzo, di un libro di narrativa, è un saggio ma scorre veloce come se lo fosse, applicazione pratica del concetto di leggerezza.
Parole che scivolano sotto gli occhi l’una dopo l’altra, ogni termine sembra tirare dietro di sé il suo completamento costringendoti a finire la frase, il capoverso, poi la pagina e quella successiva, fino a quando ti rendi conto che ti manca poco alla fine e decidi di andare avanti.
Salta da un esempio ad un altro senza scendere troppo nel tecnicismo o nel particolare, analizza un verso e ti accompagna per mano in un viaggio nella parola. Sembra quasi di essere dentro il testo e di guardarlo dall’alto. Parole e concetti sembrano montagne di soffice zucchero filato che poggiano su sinuose nuvole d’aria come in un sogno di balocchi.
Una lezione senza tempo, che si può applicare alla scrittura per romanzi come a quella per web.
Dare il giusto peso alle parole, creare un equilibrio all’interno di ogni singola frase come nel gioco dei vasi comunicanti: a parole troppo corpose seguono altre più leggere creando un perpetuo gioco di equilibri.
Cime alte e disomogenee alternate a colli che se ci sei dentro ti sembrano piene di spunzoni rocciosi ma la cui visione di insieme è un paesaggio di sublime armonia stilistica.

Tutti al Materacamp!

materacamp2Con un grosso sorriso sulle labbra e tanta curiosità ho spulciato questa mattina il sito del Materacamp 2009, bellissimo.

La grafica è formidabile, accattivante, lineare e questo non è solo il mio giudizio (troppo profano) ma anche quello di alcuni che i grafici lo fanno per mestiere. L’idea dei santini poi..ho visto già le locandine utilizzate come sfondi del proprio desktop!

Ancora una volta il team di Egghia ha fatto centro.

L’organizzazione del Materacamp con Clara come portavoce (non si poteva scegliere volto più efficace) sta macinando chilometri anzi byte.:) e sta lavorando con grande professionalità.

Per il momento invito tutti a visitare il sito e, se possibile a fare un salto sabato nella bella città dei Sassi. Io sarò lì, ma tanto tornerò presto sull’argomento.

Il futuro? Mobile

“Ormai il futuro è nel mobile” ho sentito dire ad un gruppo di colleghi qualche tempo fa. Non conoscendo a fondo l’argomento ho cercato di informarmi un po’.
In effetti ho capito che molte aziende stanno puntando verso quella direzione creando software ad hoc e studiando nuove tecnologie sempre più sofisticate. Penso alla Apple e a Google che tra Iphone e Android stanno concentrando gran parte delle loro risorse (umane e monetarie) per lo sviluppo di queste strade.
L’aspetto che interessa me è un altro però. Mi chiedo quanto verrà sconvolto il mondo del web design e della progettazione per supporti di questo tipo.
Grazie allo studio che la regione Piemonte ha portato avanti in questi anni sono riuscita a chiarirmi un po’ le idee ed ho capito che l’architettura delle informazioni dovrà fare i conti con le rigide leggi di usabilità.
Cosa vuol dire “rispettare le direttive di usabilità”?.
Tutti i siti che sono sul web devono poter essere visualizzati da chiunque: ipovedenti, non udenti e portatori di handicap in generale.
La normativa non si ferma qui. Il sito deve essere usabile ovvero deve poter essere visto anche da chi ha una computer che non supporta alcuni software, ad esempio ogni immagine deve avere una descrizione che sarà visualizzata in alternativa nel caso in cui il nostro computer non abbia nessun programma di visualizzazione e così via per video, audio, banner in flash ecc.
Torniamo agli smartphone. Se non è semplice rispondere ai requisiti di accessibilità per i siti navigati da postazioni fisse figuriamoci per quella da uno schermo di 300 px.
Partiamo dalla realtà.
Chi usa uno smartphone? Chi è in viaggio o fuori per lavoro o per diletto, comunque qualcuno che evidentemente non è in ufficio o a casa altrimenti userebbe il proprio computer.
Scopo: ottenere un’informazione in un tempo molto limitato che risponde ad una esigenza improvvisa.
Discussione.
A questo punto esistono due strade. Ottimizzare i siti già esistenti per la navigazione mobile o riprogettare tutto ex novo.
È ovvio che ottimizzare siti già esistenti vuol dire risparmiare molto sia in termini economici che di tempo ma a mio parere non è la strada giusta.
Ripensare ad una nuova architettura di sistema vuol dire cucire un vestito addosso ad una tecnologia completamente nuova. Certamente il costo è più alto ma vuol dire avere lungimiranza. Il pensiero di adattare qualcosa di vecchio mi sa di lacero, di toppa.
Chi progetta un sito per mobile penserà ad una news in primo piano e ad un sistema di ricerca ben strutturato oltre che ad una navigazione che richiama in diversi punti della pagina il menu. Per non parlare delle famose breadcrumbs che a questo punto diventano imprescindibili.
Si tratta di dare meno importanza al design (non me ne vorranno i grafici) in favore di una solida organizzazione dei contenuti che ora più che mai devono essere usabili.
Guardiamo il sito di Repubblica e confrontiamolo con quello creato ad hoc e destinato al mobile.
Le differenze sono sostanziali.

sito repubblica

Repubblica su mobile

Semplice, immediato, depurato da tutto ciò che può essere considerato superfluo (banner, menu di secondo livello, ecc.) sono queste le caratteristiche che un sito per mobile dovrebbe avere.
Voi che ne pensate, avete uno smartphone con cui navigate?

La monofora è archiacuta. Eh?

tex-castello_caetani-05 In questi giorni sto controllando dei testi scritti da alcuni specilisti dell’arte che finiranno in un mega progetto ipertecnologico di cui l’infima ruota del carrozzone (io) ignora i particolari.
L’ordine ricevuto dall’alto è stato quello di formattare i testi secondo un template precedentemente preparato, contare le battute, rileggerli per evitare refusi e riguardare in generale la forma.
Eccoci al tasto dolente.
Sinceramente non posso dire che abbiano una forma scorretta anzi sono fin troppo curati.

Il timpano è coronato da archetti pensili a tutto sesto su peducci. I portali sono entrambi del tipo architravato e lunettato a tutto sesto, ma non sono coevi. Il portale di sinistra presenta la lunetta non rialzata mentre il portale di destra ha la lunetta rialzata di un concio.

Quanti di voi sono riusciti a immaginare la facciata di questa chiesa? Temo pochi.
Il problema è sono testi tecnici, scritti da tecnici e destinati unicamente a specialisti oltrechè noiosi.

Io stessa – nonostante abbia studiato arte – mi sono dovuta concentrare per richiamare alla mente la nomenclatura e il lessico specifico, ma mi chiedo che reazione potrà avere sul pubblico medio a cui, mi hanno detto, questi testi sono rivolti.
Mentre li correggevo mi è venuta in mente una delle regole che ha dettato Roy Clark e che fa parte dei ferri del mestiere dello scrittore-artigiano:

Usa parole semplici: è facile per te usare tecnicismi e gerghi: sforzati di trovare una parola semplice ma ugualmente efficace!

Aggiungo solo: parole sante.

Photoshop VS Gimp: 1-0

Linux è favoloso ma certe volte mi fa proprio impazzire..Sono passata al sistema operativo open source per coerenza con la mia filosofia filo-comunista, non programmando non ho accusato troppo il peso del cambiamento. Sinceramente mi ha spiazzata più Mac e il suo Safari ma ho capito con il tempo che era più la soggezione dell’idea del computer figo che l’effettiva difficoltà.

Ho un solo rammarico: non riesco a dimenticare photoshop…ce la metto tutta con Gimp, giuro che sono partita senza nessun pregiudizio ma il confronto non regge almeno per il momento.

So che me ne farò una ragione prima o poi. Ma ora non ci riesco.

Non perdete la bussola

Torno a parlare di breadcrumbs questa volta per mettere un po’ di ordine nella mia testa.
Le breadcrumbs (briciole) sono delle scorciatoie di navigazione il cui nome deriva dalla fiaba di Hansel e Gretel spesso utilizzate nei siti che hanno diversi livelli di approfondimento al loro interno. In rete c’è un po’ di tutto: chi le considera una forma utilissima di accessibilità e chi al contrario le abolirebbe.
Come sempre la verità sta nel mezzo.
Utilizzate in portali piuttosto complessi che presentano molti livelli addentrati, risultano utili ed efficaci penso ai portali di e-commerce o ai social network.
Le breadcrumbs possono essere di diversa tipologia e indicare:

  • dove ti trovi
  • a quale tipologia appartiene un prodotto (es. telefonia > modello di telefono > ecc)
  • qual è il percorso che hai seguito fino a quel momento.

Alcuni importanti webdesigner come Alberto Mucinat sostengono che se alla base di un portale o di un sito c’è una buona architettura dell’informazione breadcrumbs e site map sono superflue.
Non sono completamente d’accordo.
O meglio, penso che in alcuni casi si tratta effettivamente di una ridondanza soprattutto quando la struttura è sostanzialmente semplice e l’obiettivo dell’utente facilmente raggiungibile. Penso però ai portali più complessi e a quanto odio perdermi mentro sto navigando.
Partendo dal presupposto che alla base di tutto deve sempre esserci uno studio ragionato delle informazioni non sono contraria all’uso di una bussola di orientamento tanto più che graficamente non occupano uno spazio troppo invasivo. I segni più utilizzati per separare i vari tag sono spesso molto semplici
Ad ogni modo Pian piano le cose stanno cambiando e la tendenza attuale mi sembra quella di dare sempre maggiore risalto a qualcosa che di fatto fa parte a pieno titolo del layout di una pagina come fa:

Delicious

breadcrumbs o il magazine del Guardian

guardian1

rendendoli di fatto parte integrante della navigazione. Flickr ad esempio utilizza le breadcrumbs per segnare step per step quello che un utente deve fare per caricare delle immagini al suo interno.

flickr

Voi che ne pensate? Preferite avere un aiuto mentre navigate o vi sembra uno spreco di spazio? Fatemi sapere.