Il futuro? Mobile

“Ormai il futuro è nel mobile” ho sentito dire ad un gruppo di colleghi qualche tempo fa. Non conoscendo a fondo l’argomento ho cercato di informarmi un po’.
In effetti ho capito che molte aziende stanno puntando verso quella direzione creando software ad hoc e studiando nuove tecnologie sempre più sofisticate. Penso alla Apple e a Google che tra Iphone e Android stanno concentrando gran parte delle loro risorse (umane e monetarie) per lo sviluppo di queste strade.
L’aspetto che interessa me è un altro però. Mi chiedo quanto verrà sconvolto il mondo del web design e della progettazione per supporti di questo tipo.
Grazie allo studio che la regione Piemonte ha portato avanti in questi anni sono riuscita a chiarirmi un po’ le idee ed ho capito che l’architettura delle informazioni dovrà fare i conti con le rigide leggi di usabilità.
Cosa vuol dire “rispettare le direttive di usabilità”?.
Tutti i siti che sono sul web devono poter essere visualizzati da chiunque: ipovedenti, non udenti e portatori di handicap in generale.
La normativa non si ferma qui. Il sito deve essere usabile ovvero deve poter essere visto anche da chi ha una computer che non supporta alcuni software, ad esempio ogni immagine deve avere una descrizione che sarà visualizzata in alternativa nel caso in cui il nostro computer non abbia nessun programma di visualizzazione e così via per video, audio, banner in flash ecc.
Torniamo agli smartphone. Se non è semplice rispondere ai requisiti di accessibilità per i siti navigati da postazioni fisse figuriamoci per quella da uno schermo di 300 px.
Partiamo dalla realtà.
Chi usa uno smartphone? Chi è in viaggio o fuori per lavoro o per diletto, comunque qualcuno che evidentemente non è in ufficio o a casa altrimenti userebbe il proprio computer.
Scopo: ottenere un’informazione in un tempo molto limitato che risponde ad una esigenza improvvisa.
Discussione.
A questo punto esistono due strade. Ottimizzare i siti già esistenti per la navigazione mobile o riprogettare tutto ex novo.
È ovvio che ottimizzare siti già esistenti vuol dire risparmiare molto sia in termini economici che di tempo ma a mio parere non è la strada giusta.
Ripensare ad una nuova architettura di sistema vuol dire cucire un vestito addosso ad una tecnologia completamente nuova. Certamente il costo è più alto ma vuol dire avere lungimiranza. Il pensiero di adattare qualcosa di vecchio mi sa di lacero, di toppa.
Chi progetta un sito per mobile penserà ad una news in primo piano e ad un sistema di ricerca ben strutturato oltre che ad una navigazione che richiama in diversi punti della pagina il menu. Per non parlare delle famose breadcrumbs che a questo punto diventano imprescindibili.
Si tratta di dare meno importanza al design (non me ne vorranno i grafici) in favore di una solida organizzazione dei contenuti che ora più che mai devono essere usabili.
Guardiamo il sito di Repubblica e confrontiamolo con quello creato ad hoc e destinato al mobile.
Le differenze sono sostanziali.

sito repubblica

Repubblica su mobile

Semplice, immediato, depurato da tutto ciò che può essere considerato superfluo (banner, menu di secondo livello, ecc.) sono queste le caratteristiche che un sito per mobile dovrebbe avere.
Voi che ne pensate, avete uno smartphone con cui navigate?

2 thoughts on “Il futuro? Mobile

  1. Chi usa lo smartphone?
    Vorrei far notare che secondo me il 99,9% dei soggetti che usano questa nuovissima tecnologia è poco interessata a come poter navigare su internet in maniera più lineare.
    Ci sono persone (ed io ne conosco diverse), che hanno iphone per ricevere l’oroscopo di Paolo Fox tutte le mattine, altri che comprano i nuovissimi modelli Apple perchè sono colorati, altri ancora che non possono pagare la rata del mutuo, ma cambiano il cellulare con la frequenza dell’alternarsi delle stagioni (…naturalmente quando le stagioni erano 4 e come dice una bella canzone “si potevano mangiare le fragole”).
    Sapete come si chiama questo nel mio mondo?
    MERCATO…
    mi sento di dire che ogni volta che mi trovo davanti ad un nuovo marchingegno tecnologico e mi trovo costretta a comprarlo perchè il Mercato lo ha fatto diventare un bisogno indotto, mi dico: “Ti sei fatta fregare un’altra volta dal Sistema!!!”
    Vabbè basta così, se stessi facendo un compito di Italiano mi direbbero che sto uscendo dal seminato.

  2. Ciao Ada,
    hai ragione a considerare esaltato uno che compra un oggetto come l’Iphone per ricevere l’oroscopo o giocare a tetris, ma è ovvio che queste persone non le considero neanche parte della discussione.
    La verità è che comunque esiste una grossa fetta di professionisti a cui l’uso di smartphone ha effettivamente semplificato la vita. Sto pensando a chi viaggia spesso e ha necessità di leggere mail e di partecipare a videoconferenze o condividere documenti in tempo reale.
    Presupponendo un bisogno reale la mia analisi voleva chiarire in parte il concetto di usabilità e nello specifico la difficoltà di progettare un’interfaccia grafica per il web su mobile.
    Comunque grazie per il commento.

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