Everything as a service

preze.comIeri sono stata a Firenze al Better Software ne avevo già parlato tempo fa riflettendo sul fatto che occorre investire in formazione, ecco ora ne sono ancora più convinta e spero di poter continuare su questa linea anche in futuro.
Molti gli interventi di professionisti del web tra cui molti volti noti.
Tante sarebbero le cose da dire: intranet, enterprise 2.0 ma oggi mi concentro sulla definizione che Alberto Falossi ha dato di services. Come il web 2.0 interagisce con il lavoro in azienda, il tema del suo talk.
L’argomento è complesso e presuppone un impomente cambio di prospettiva: l’utente diventa protagonista e partecipa in maniera attiva alla creazione dell’idea.
Tutto è condiviso. La conoscenza, la forza-lavoro, gli strumenti.
Sono proprio questi i services, gli strumenti con cui raggiungo il mio scopo. Software, piattaforme, infrastrutture.

  • Saas (software as a service)
  • Paas (platform as a service)
  • Iaas (infrastructure as a service)

Nulla è più mio, ma tutto è custodito nella rete, viaggia veloce a suon di byte. A dividermi dalla conoscenza diffusa è solo una porta.
Conoscevo già questo tipo di utilizzo con Google che praticamente ti permette di fare di tutto: dalla condivisione di mappe a quella di documenti, o con Delicious (di cui mi sto ammalando) ma non avevo idea che esistesse qualcosa del genere per le presentazioni tipo PPT. Si chiama Prezi.com e permette di salvare le proprie slide direttamente sul web e di accederci da qualsiasi postazione.
Non è un cambiamento semplice da affrontare abituati come siamo a lavorare con i paraocchi per otto ore per poi tornare a casa, legati alla scrivania del nostro ufficio.
Ora non serve più, la presenza materiale non è più necessaria perchè sono perfettamente in grado di lavorare da qualsiasi parte del mondo utilizzando il know-how non solo mio e del mio vicino di ufficio ma anche del grafico filippino sconosciuto che ha partorito l’idea più efficace per il mio marchio.

Non è un cambiamento epocale questo?

4 thoughts on “Everything as a service

  1. Lo è potenzialmente. Lo sarà realmente, quando a questo corrisponderà anche un diverso approccio al lavoro ed alle relazioni interpersonali. Quando la parola d’ordine sarà collaborare e non, gestire.

    • @ asfodelodivetro:
      collaborare e non gestire. Hai colto proprio nel segno, aggiungo solo un’ altra grossa lacuna: la paura di perdere l’esclusiva della conoscenza come se questo basti a preservare per sempre il proprio ruolo. Quando il modello verticale sarà sostituito da quello radiale diremo che siamo a buon punto.

      @francesca:
      continuamo a segnalarci eventi da seguire e testi da leggere, anche per la formazione la collaborazione è un presupposto fondamentale.😉

  2. “Occorre investire in formazione”: quanto è vero! E purtroppo io non lo faccio mai abbastanza. Ci sono una marea di libri da leggere, blog da monitorare, convegni che sarebbe bello seguire… Inutile dire che per noi le cose più interessanti sono all’estero: sia come pubblicazioni che come eventi (prima o poi mimulus riuscirà ad andare a Boston!).

    Quello che chiami “cambiamento epocale” è qualcosa che sta già succedendo. Non si tratta di una rivoluzione che avviene nel giro di pochi giorni; proprio per questo molti non si accorgono di ciò che sta succedendo, ma è così; e chi resta fuori da questo cambiamento, resta fuori dal mercato e sarà sempre meno competitivo.

    Ciao!
    Francesca

  3. Grazie, Tiziana. Sono pienamente d’accordo con te.
    Chi si arrocca sulle proprie competenze e conoscenze, perde l’occasione di crescere e far crescere armonicamente, di produrre nuove vie per sé e per gli altri.

    Possiamo lasciarci rubare un’idea o decidere di condividerla. Quello che conta è la capacità di produrre nuove idee, non l’idea in sè. La capacità di produrre nuove idee nasce dal confronto, dal continuo scambio con gli altri, dalla fusione di competenze e discipline diverse.
    Siamo capaci di rinunciare ad una parte di ego, in vista di mete più vaste per tutti? Mi auguro di sì.

    Consiglio questo sito, che ho trovato molto interessante.
    E il nome dice tutto: http://leadershit.net/

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