QR Code alla riscossa

Qualche tempo fa ho scritto di un nuovo servizio offerto dal Comune di Venezia chiamato Tag my Lagoon, ora vedo che è stato aperto un blog dell’evento da cui è possibile sbirciare nel backstage della messa in posa degli QR code.

A chi interessa questa nuova tecnologia segnalo anche un altra iniziativa delle Latterie friulane che di culturale ha ben poco ma che mi ha fatto pensare che le possibili applicazioni di questi codici bidimensionali sono infinite.

Conferenza Turistarth

Grazie agli alert di Google stamattina ho letto di una conferenza che ha per tema arte, turismo e nuove tecnologie in programma a Milano il 12 Novembre.

Il titolo della conferenza è Turistarth e tra i relatori ci sono anche i realizzatori dell’audioguida su palmare i-muse® che ho avuto modo di scoprire sul web durante delle ricerche di usabilità per il mobile nei musei.

Sarei curiosa di ascoltarli anche perchè mi sono sembrati piuttosto ferrati anche in materia marketing e comunicazione.

Teoremi

Ho sempre pensato che nessuna idea esce dal cilindro di un mago, anche quelle che ci sembrano più geniali e che tradizionalmente sono attribuite ad un’unica persona. La verità è che senza gli altri non saremmo nulla. Anche lo strumento che sto usando in questo preciso momento è frutto di un’evoluzione lenta partita dagli ammanuensi fino all’invenzione della stampa e poi del computer.
Se, al contrario, nessuno avesse messo a disposizione degli altri le proprie conoscenze che sarebbe successo? Se il sapere fosse rimasto appannaggio di pochi eletti io dove sarei ora? Forse da nessuna parte. Probabilmente non saprei neanche scrivere e non potrei condividere con i miei dieci lettori le mie esperienze, le mie perplessità, i miei entusiasmi in questo blog.
Se ora siamo a questo punto è perchè qualcuno ha creduto che la condivisione è il mezzo migliore per diffondere la civiltà.
Sono partita da lontano – lo so – ma quello che voglio sia chiaro è che da soli non si arriva da nessuna parte.
L’idea di qualcuno può essere l’imput all’intuizione per qualcun’altro e rivoluzionare la vita di tutti.
È per questa ragione che non sopporto la grettezza della gente che vuole tenere il sapere per sè nella speranza di incatenare le ali degli altri. Prima o poi i nodi tornano al pettine e la conclusione è che abbiamo perso solo del tempo prezioso e la fiducia negli altri.

Forse non tutti l’hanno capito ma paradossalmente per diventare celebri nel 2009 è condizione necessaria anche se non sufficiente condividere il proprio sapere.

Una domenica a Siena

Duccio di Buoninsegna - Crevole MadonnaIncurante del cattivo tempo ieri abbiamo deciso di fare una gita fuori porta a Siena.
In coda per visitare il duomo abbiamo preso una brochure per sapere orari e prezzi di ingresso.
Grazie al vantaggioso biglietto cumulativo (Siena Pass) abbiamo visitato cinque monumenti alla modica cifra di 10 €: duomo, battistero, cripta, museo dell’Opera del Duomo e Collegio di San Bernardino.
Il duomo l’avevo già visto qualche anno fa e devo notare che non è cambiato nulla. A parte le audioguide che si possono noleggiare l’apparato didattico è ancora insufficiente per una visita autogestita. Poco meglio la biblioteca Piccolomini in cui sono stati installati due dispositivi a metà strada tra una audioguida e una slideshow degli affreschi che in realtà avevo davanti agli occhi.
L’idea non è malvagia, anzi. Al posto delle immagini degli affreschi sarebbe stato meglio evidenziare un particolare, ingrandire un dettaglio che ad occhio nudo non si coglie immediatamente. Per il resto l’audio era piacevole da ascoltare e non troppo lungo.
La mancanza di supporto didattico è stata la sofferenza maggiore durante tutta la visita ma è nella cripta del duomo che ha raggiunto il culmine.
L’unico pannello presente non è all’ingresso ma a fine visita, cosa semplicemente ridicola.
Per non parlare della sala dedicata a Duccio di Buoninsegna.
Ottimo l’allestimento: luci basse disposte in modo da mettere in risalto i magnifici ori delle pale d’altare, camera insonorizzata, sedie per ammirare comodi la Madonna in trono con Bambino, ma nessun supporto se non l’audioguida a pagamento.
My name is Duccio è il titolo della sala, ma per le ragazze con me che non conoscevano Duccio di Buoninsegna questo nome non significa nulla.
Vogliamo spiegare in breve chi è questo Duccio, perchè dobbiamo perdere tempo a vedere i suoi lavori, perchè i disegni hanno una strana prospettiva e soprattutto: come mai non si è mai accorto che il cielo non è color oro ma blu?
Ogni volta che mi imbatto in queste situazioni mi chiedo quando riusciremo in Italia a svecchiare davvero un’istituzione al cui confronto il Vaticano è un mirabile esempio di modernità.

WFF- Il mestiere di scrivere

Lì dove tutti dicono che non ci sia nulla, che il tempo è fermo, che non c’è nessuna speranza di trovare forme di vita intelligenti, che nessuno ha i buoni pasto ho visto spuntare una fogliolina. E se guardi meglio le foglioline sono tante, certo non alberi secolari frutto del rimboschimento costante ma tante piantine verde mela, piccole ma forti come ulivi. Sono donne fantastiche che sono riuscite a sfondare il muro dei pregiudizi senza farsi corrompere dall’inedia che respirano.

È il segno che qualcosa si muove, ma solo per chi ha l’orecchio in ascolto. Per questo motivo invito tutti a partecipare al women’s fiction festival che si svolgerà a Matera dal 24 al 27 Settembre. Sfogliando il programma sono stata piacevolmente colpita da alcuni ospiti tra cui da non perdere è Annamaria Testa autrce di Nuovo e Utile.

Il titolo della manifestazione non poteva che essere Il mestiere di scrivere.

L’informazione prudente

Suggerisco di leggere un articolino leggero leggero sullo stato dell’informazione in Italia, è di Ilvo Diamanti che di politica e società ci capisce abbastanza.

Mi piace molto lo stile che usa: a parlare potrebbe essere un italiano medio a caso, magari un giovane trentenne che non si interessa troppo di politica, che non legge i giornali e che per mettere a tacere la sua coscienza ascolta i tiggì, ma solo quelli seri, quelli da cui non ti aspetti un discorso di parte, quelli che per dovere di cronaca dovrebbero riportare anche l’atra campana in una discussione.

Anche se siamo in Italia e qui tutto è ammesso comincio ad avere paura sul serio e mi torna alla mente 1984. E ricordo di non aver riso molto.