Perchè o perché?

Sicuramente molti di voi non hanno i problemi stilistici che assalgono me quando scrivo, quei dubbi che mi martellano e mi trapanano il cervello facendo scendere la mia autostima sotto i calli dei piedi, che mi fanno ricordare che sarebbe stato meglio stare attenta durante l’ora di grammatica in prima media invece di guardare le figure del libro (che interesse potranno mai avere le figure di un libro di grammatica!)

Ad ogni modo vi suggerisco di conservare lì da qualche parte la guida allo stile di Wikipedia.

Mettetela nel cassetto, anche in fondo in fondo. Non vi servirà mai, ma sapete che è lì; uno spunzone di roccia a cui aggrapparvi quando siete in caduta libera.

Per i più bravi – poi – c’è anche la versione dell’Economist.

Nozio: la comunicazione che funziona

Abbiamo una grande passione per il viaggio.

Desideriamo coltivarla nel rispetto della destinazione che ci ospita. Crediamo in un modo di viaggiare etico, autentico e intelligente che si fonda sul rapporto diretto tra chi viaggia e chi accoglie.

Garantiamo al territorio tutte le risorse necessarie per il suo sviluppo, senza disperderle in commissioni a beneficio di pochi intermediari che gestiscono i flussi turistici di tutto il mondo.

Chi condivide questi valori ha lo stesso DNA di Nozio.

E’ il viaggiatore che rispetta la destinazione turistica e prenota dai siti ufficiali.

E’ l’ albergatore che sa accogliere e tutelare il suo territorio.

In una parola è la disintermediazione.

Ho trovato questo testo dove non me lo aspettavo: nel sito web di Nozio, motore di ricerca per prenotazioni turistiche on line. Frasi brevi ma misurate, tutte di lunghezza diversa, ma che tra loro creano un equilibrio perfetto.
Una mesta colonnina a sinistra della pagina con grassetti apparentemente a casaccio; un insieme di tag cloud che in realtà è la presentazione del sito e la filosofia dell’azienda mentre il “core” resta la prenotazione, non a caso al centro.
Poche parole che vanno subito al dunque.
Subito nell’incipit: passione e viaggio, questi che fanno? Senza stupide mission spiegano che non si tratta di un semplice lavoro per fare soldi, ma di un sogno che ha radici lontane.
Seconda frase: viaggiare etico, autentico e intelligente, a chi si rivolgono? non ai turisti mordi e fuggi (i tipi da pacchetto tutta l’Italia in cinque giorni), ma a chi è attento e rispetta i posti che visita e vuole conoscerli davvero.
Terza frase: territorio e sviluppo, come lavorano? Ecco la filosofia dell’azienda, l’attenzione allo sviluppo anche economico dei territori che promuovono.
In chiusura: valori, viaggiatore, albergatore, chi deve sentirsi tirato in causa? Chi condivide questi valori: il viaggiatore (da notare che non si parla di turista) ovvero chi fa del viaggio un’esperienza profonda di vita, l’albergatore che con loro fa una scelta a lungo termine i cui risultati non saranno immediati ma si godranno nel lungo termine.
Ultima frase: disintermediazione: nessun intermediario tra il viaggiatore e l’albergatore.

Io utente medio ormai sono stata completamente conquistata da loro, sono bastate quattro frasi e qualche grassetto.

La comunicazione efficace ha vinto, chi ha scritto questo testo per Nozio è stato davvero bravo a farmi credere che questo non è un sito intermediario mentre questo lo è. 😉

Quella storia dimenticata

Spesso ho sentito criticare wikipedia per il suo modo nozionistico e superficiale di rispondere a qualsiasi quesito.
In parte concordo, è capitato anche a me di trovare spiegazioni poco precise e vaghe ma in verità non ci rendiamo conto che si tratta di uno strumento straordinario.
Oggi cercavo in rete una mappa storica dell’Italia pre-unitaria, sono arrivata sul portale di storia di wikipedia e da qui al link di wikisource.
Leggo: Stiamo creando una biblioteca libera e gratuita a cui tutti possono collaborare, che raccoglie opere e documenti di dominio pubblico o rilasciati nei termini della licenza GNU Free Documentation License. Questo sito, insieme a Wikipedia ed altri progetti, è gestito dalla Wikimedia Foundation.
Bello, mi sono detta.
Gli argomenti trattati sono diversi: letteratura, storia, diritto, canti, religione, scienze, scienze sociali, altri argomenti (tesi di laurea, equitazione, politica, ferrovie).
Ho selezionato documenti storici e mi sono trovata davanti un elenco di documenti originali.
Penso: non ci posso credere, proprio oggi che ho ribadito a me stessa di credere fortemente nella condivisione in rete mi trovo davanti tanto ben di Dio!
Questi documenti sono preziosissimi perché la storia non è quella che leggiamo sui libri o meglio non è solo quella.
La storia sono i fatti che da sempre interpretiamo grazie ai documenti. Solo in questo modo possiamo farci un’idea nostra dei fatti senza il vizio del giudizio di altri.
Penso in particolare ai ragazzi più grandi, quelli in grado di pensare con la propria testa, quelli che forse non si rendono conto di avere tra le mani un mezzo straordinario come internet.
Queste considerazioni mi sono venute in mente quando ho visto il link ai decreti imperiali del 1938 le note leggi razziali promulgate durante il Fascismo da Vittorio Emanuele III.
Ho sempre legato quelle leggi al nome di Mussolini, invece quando oggi ho letto il nome del Re in alto nel documento e quello di tutti i ministri allora in carica mi sono resa conto che la coscienza macchiata di sangue sono in molti ad averla. E dobbiamo dire ringraziare alla rete se possiamo rendercene conto.

Audioguide al Turistarth

Giovedi scorso sono stata a Milano al convegno Turistarth di cui avevo parlato tempo fa. La giornata è stata interessante, in più ho avuto modo di vedere il duomo che è davvero favoloso. Devo dire che questo è un periodo particolarmente ricco di stimoli artistici e ne sono proprio contenta. Sento che il mio cervello immagazzina tutto (spero che metta tutto in ordine e che mi permetta di ritrovare quello che cerco al momento giusto).

Avrei tante cose da dire ma ho deciso di suddividere i link in aree tematiche e riportarli in post differenti per facilitare la comprensione.

  • I-muse: è un’azienda giovane di Como, fanno audioguide museali su palmari e da scaricare direttamente sul proprio cellulare con dispositivi bluetooth, sono molto attenti alla questione accessibilità infatti hanno previsto accorgimenti per ipovedenti e mancini. ora stanno collaborando con l’unione italiana ciechi per conto del museo della seta di Como
  • Econoetica: anche qui parliamo di giovani, di audioguide ma questa volta territoriali. La particolarità di questa azienda è che usa solo mappe proprietarie quindi non ha bisogno di passare per Google maps, il che non è poco. Una curiosa coincidenza mi ha fatto scoprire che tra i loro clienti c’è anche una società turistica di Matera (la mia città mi sorprende sempre di più ;)) ed il museo del Castello di Canossa del quale è on line una demo.

Sono rimasta piacevolmente sorpresa dalle chiacchierate che ho fatto con i rappresentanti delle due aziende. Il fermento c’è, le idee anche. In questi casi mi viene da mandare a quel paese tutti quelli che parlano di crisi e che tentano in tutti i modi di mantenere sottotono il morale della gente e in particolare dei giovani.

È vero è un periodo di crisi, ma sinceramente non avrei mai immaginato di poter ricevere tanti stimoli come in questo anno.

Wordle per il copy

Senza volerlo oggi mi sono trovata in mezzo ad un gruppo di lavoro che cercava un’idea per evidenziare alcune parole chiave.
Mi è venuto in mente un giochino che avevo intercettato in rete qualche tempo fa: wordle.
È molto semplice: in pratica prendi un testo e lo dai in pasto a questo motore che lo rielabora e mostra in forma sparsa tutte le parole che hai utilizzato ingrandendo quelle più ripetute.
La verità è che è più facile a farsi che a dirsi.
Anche se si tratta di un divertissement digitale credo possa avere una certa utilità anche a chi scrive.
Ho provato ad inserire un testo di lavoro e immediatamente mi è balzata agli occhi la grandezza di parole come: quindi, pertanto, evidentemente. Orrore!
Quando mi sono ripresa dallo spavento iniziale ho capito che la forma andava rivista creando una lista nera di termini da non usare per nessuna ragione.
Provateci, è divertente.