Audioguide Museo d’Orsay

Ormai è passato del tempo e sono finalmente in grado di scrivere del viaggio a Parigi senza il vivo trasporto dell’immediato ritorno.
Il commento più banale del mondo però me lo concederete: Parigi lascia il segno. È piena di arte e di storia ma immerse in un’aria come dire… sofisticata.
Potrete dirmi che anche Firenze o Roma o Napoli (un po’ sottovalutata dal punto di vista artistico) sono città in cui senti il peso dei secoli passati in ogni dove ma io vi rispondo che a Parigi tutto è diverso. Si respira libertà, l’aria del Nord Europa.
È un paese che non ha paura di sperimentare, in cui una stazione ferroviaria in stile art nouveau, se troppo piccola per i nuovi treni, diventa un ottimo contenitore per i più celebri quadri dell’impressionismo francese; in cui solo venti anni fa un Presidente come Mitterand decide che è il momento di aprire un enorme cantiere nel museo del Louvre e adeguarne la struttura ai tempi che cambiano. La metro arriva direttamente nei sotterranei del palazzo, l’ingresso è spostato sotto il piano di strada e due enormi piramidi di vetro lasciano passare la luce con il palazzo antico di sfondo.

In Italia tutto ciò non sarebbe possibile. Non sono solo gli spazi a mancare, è la mentalità che è diversa. Nessuno mai avrebbe il coraggio di “dissacrare” opere antiche accostandoci l’estremamente moderno, perchè siamo troppo conservatori. Sempre con lo sguardo al passato in cerca di conferme e di certezze siamo il popolo dei gamberi: un passo avanti e due indietro.

Ad ogni modo le polemiche non servono, questa voleva essere solo una riflessione sui fatti.

Veniamo ora al tema del post: le audioguide del Museo d’Orsay. Si tratta di supporti molto semplici esclusivamente audio simili a dei telefoni.

100_4940Al desk l’operatore (che parla tutte le lingue) imposta l’audioguida in italiano e ci spiega come usarla.

A prima impressione sembrano molto resistenti agli urti, hanno un case trasparente, tasti di gomma molto grandi, un laccio per tenerle al collo.

Cominciamo la visita.

L’operatore ci suggerisce di digitare il tasto cornetta verde per iniziare la visita.

Il principio che sta alla base è semplice: accanto a gran parte delle opere c’è un cartellino con un numero. Basta digitare questo numero sulla tastiera numerica del telefono per ascoltare l’audio descrittivo dell’opera.

Le descrizioni sono di media lunghezza, dai 90 ai 120 secondi. In alcuni casi al termine dell’ascolto la voce registrata ti suggerisce un numero da digitare per accedere ad un approfondimento generico sulla corrente artistica o sul periodo storico di un gruppo di opere.

I comandi dell’audio (play/pause e stop) sono molto intuitivi: tasto verde (cornetta alzata) per iniziare o mettere in pausa, tasto rosso (cornetta abbassata) per fermare definitivamente la voce.

Il tasto ? di help è sempre a portata di mano nella tastiera.

Tutto semplice ma efficace.

Ho giocato un po’ spingendo tasti a caso per trovare una falla nel sistema… nulla.

L’audioguida non è mai impazzita, non si è spenta in nessuno modo e anzi, dopo sei ore di visita la batteria non ha dato nessun segno di cedimento. Il tutto per 5 €.

Voto: 7+.

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