Villari l’aveva detto…

In questi giorni sono immersa fino al collo nel Risorgimento italiano: guerre di Indipendenza, Spedizione dei Mille, insomma Garibaldi in tutte le salse.
È un tuffo nel passato: devo ricordare guerre e strategie, sintetizzarle in maniera comprensibile e renderle in italiano…una parola!
Mentre cercavo materiale ho trovato una citazione di un testo che Pasquale Villari (classe 1826) ha scritto per “Il Politecnico” di Carlo Cattaneo nel 1866 a proposito della questione sociale dell’Italia dopo l’unificazione.
Riporto fedelmente: “V’è nel seno della nazione stessa un nemico più potente dell’Austria, ed è la nostra colossale ignoranza, sono le moltitudini analfabete, i burocrati macchina, i professori ignoranti, i politici bambini, i diplomatici impossibili, i generali incapaci, l’operaio inesperto, l’agricoltore patriarcale e la retorica che ci rode le ossa. Non è il quadrilatero di Mantova e Verona che ha potuto arrestare il nostro cammino; ma è il quadrilatero di 17 milioni di analfabeti e di 5 milioni di Arcadi.”
Con le dovute proporzioni (sono passati più di 2 secoli) vi sembra che la situazione italiana sia cambiata?

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