Basta poco, che ce vo’?

Da diverso tempo ormai siamo abituati a correre: nella vita privata, nel lavoro, per strada, anche nella pausa pranzo.
I ribassi nelle gare d’appalto giocano tutto su tempi strettissimi, la qualità di un professionista si valuta non solo sul risultato ma soprattutto sulla velocità di esecuzione di un lavoro.
Certo nessuno può permettersi i tempi giurassici di qualche anno fa, le riflessioni prolugate, i cambi di rotta che fanno ricominciare tutto d’accapo.
– C’è da scrivere un nuovo progetto – dice il capo di turno.
– Ok, per quando? – risponde il povero sottoposto.
– Per ieri, che domande! – Ecco che la specializzazione più diffusa non può che essere quella in Ctrl + C/Ctrl + V.
Non può essere questo il modo di lavorare. Le cose fatte bene hanno bisogno di tempo.
Un articolo di giornale, ad esempio, non può essere scritto e pubblicato direttamente. Deve essere scritto, riletto, corretto, uniformato nei toni. Perché scrivere su un quotidiano non è come scrivere su un piccolo blog come il mio (giuro che sono attenta ai miei post).
La cura deve crescere se parliamo delle versioni on line, ormai più lette di quelle cartacee, invece spesso mi capita di leggere dei titoli di una sciatteria infinita.
Proprio stamattina su Repubblica mi sono imbattuta in diversi errori grossolani:
Tra i fedeli il l’arcivescovo
I gravi problemi di staticità rilevati durante controlli di prevenzione e malgrado l’assenza di crepe o cedimenti. La Provincia autonoma di Trento ordina l’evacuazione immediata, tuttora in corso” (che vorrà dire non si sa…)
Ieri oltre 30 persone erano uccise (!!) in tre diversi attentati contro alberghi“.
Per non parlare delle È che sono tutte E’ (perché si dovrebbero chiamare accento e apostrofo se sono la stessa cosa?), dei PM (magistrati) denigrati a pm (del pomeriggio?), per finire alla mancanza di regole negli spazi prima e dopo la virgola (questo è davvero cercare la rissa).
Mi rendo conto che i giornalisti hanno tempi strettissimi e devono aggiornare le notizie praticamente in tempo reale, ma la situazione non è più sostenibile. Qualcuno deve mettersi una mano alla coscienza.

Sono sicura che basterebbe poco per cambiare musica… forse solo rileggere.

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Appuntamenti da non perdere

In ordine di tempo segnalo qualche interessante iniziativa formativa che ci sarà nei prossimi mesi:

  • 18-19-20 febbraio (Padova): Cultura senza barriere, una serie di seminari suddivisi per aree tematiche che vanno dall’accesibilità all’open source alle tecniche di scrittura
  • 5-6 maggio (Firenze): Better software, confenza sul web 2.0, design e sviluppo software dedicata a manager e progettisti del web
  • 7-8 maggio (Pisa): IA Summit 2010, incontro annuale sull’architettura dell’informazione

Nuovi stimoli 2010

Episodio 1

Domanda: le frecce per scorrere il testo della trascrizione audio sono forse troppo piccoline e sono orientate in orizzontale ovvero nel senso contrario allo scorrimento del testo che è verticale. È un problema cambiare lo scorrimento da verticale a pagine orrizzontali o è meglio cambiare le frecce?

Risposta: Per quanto riguarda la dimensione considera che quelle stesse freccie (ORRORE!Sarà una svistapenso ingenuamente…) sono utilizzate anche per le schermate […] (Continuo a leggere)
Per il problema della discordanza tra freccie (Allora non è una svista è una falla nel sistema della scuola primaria) orizzontali e scorrimento verticale possiamo fare qualcosa: mettere le due freccie (sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico!) sopra e sotto il testo.

Risultato: mi sono cadute le braccia e non ho avuto il coraggio di correggere il mio pen friend. So per certo che questa persona è laureata. Evidentemente non in lettere.

Episodio 2

Incarico: riguarda questi testi per essere sicuri che non ci siano refusi. (Mi dico: è una curatrice museale, posso stare tranquilla)

Testo: stilisticamente il dipinto è accostabile al Ritratto dell’Arcidiacono Cagnazzi, noto esponente della cultura meridionale della prima metà dell’Ottocento, coetaneo del Primicerio – era nato ad Altamura nel 1764 –, essenzialmente incentrato sulla vitalità espressiva dello sguardo, intellettualmente arguto e indagatore, tralasciando qualsiasi concessione di carattere narrativo.

(Per evitare espressioni colorite direi solo che non ci siamo)

Risultato: preferivo il 2009.