Scritture e riscritture

Il post di oggi prevede un giochino.
Premessa: qualche giorno fa mi hanno chiesto di sistemare un po’ un testo per una brochure che sarà distribuita durante una festa medievale.
Il testo, scritto dai ragazzi della Pro Loco che organizzano la rievocazione storica, era un po’ pesantuccio per i miei gusti: un muro di parole, tanto per lavorare di immagini.
L’ho riscritto dopo il lavoro e l’ho passato al grafico per l’impaginazione. Mi sembrava piuttosto gradevole, ma quando l’ho riletto mi sono rabbuiata.
Dovevo farlo decantare e risistemarlo a distanza di qualche ora; in questo modo avrei colto la durezza di qualche capoverso e avrei potuto smussare gli angoli duri. In poche parole non scivola. Pazienza, imparerò per la prossima volta. La paura di un testo troppo lungo e noioso mi ha fatto usare delle frasi troppo spezzate e singhiozzanti. So che questo è un aspetto del mio stile, ma in questo caso l’andamento andava ammorbidito qua e là aggiungendo qualche congiunzione o solo qualche verbo.

Siccome gli errori sono utili quando uno impara qualcosa, ho pensato di trascrivere il testo originale e la mia versione e di chiedere un giudizio a chiunque volesse.

Se poi qualcuno volesse addirittura cimentarsi nella riscrittura… tanto di guadagnato!😉

Testo originale:

MONTOPOLI A.D. 1432: IMMAGINATE DI RIVIVERE UN SECOLO ORMAI LONTANO, FATTO DI DAME E CAVALIERI, IMMAGINATE DI POTER RIVIVERE QUELL’EMOZIONI…
..sabato ore sei pomeridiane.. con il calar del sole il cuore del borgo comincerà a pulsare ritornando, in una atmosfera suggestiva e coinvolgente, ad un epoca storica medievale. I valorosi arcieri, apriranno i festeggiamenti portando i ceri in dono alla sacra Pieve di S.Stefano e S.Giovanni, come buon auspicio per la disfida dell’indomani.  Lungo le vie del paese, intanto, si potranno  incominciare ad ammirare il mercato medievale e le botteghe artigiane con tutti i rumori ed i fervori che, come avveniva in tempi lontani, potranno allietare, assieme ad i numerosi e suggestivi spettacoli, i visitatori che ne vorranno farne parte. Montopoli, come in un quadro, comincerà a dipingere la sua tela con colori suadenti  e giochi di luci ed ombre in una cornice di vedute panoramiche. Incensi e profumi inebrieranno l’aria e coloro che lo vorranno potranno gustare i sapori ormai perduti di una cucina speziata e antica, riproposta, anche per quest’anno, visto le numerose richieste, nel banchetto allestito ai piedi di quello che è stato, all’epoca, il punto di forza del castello di Montopoli: la Rocca. Giullari e mangiafuoco, tra lumi di candele e torce infuocate, allieteranno la cena medievale con particolari e suggestive esibizioni esclusivamente per i commensali… I festeggiamenti proseguiranno fino a tarda notte, dopo di che i Montopolesi saluteranno i graditi ospiti invitandoli all’alba del nuovo giorno, quando il Castello aprirà le sue porte ornato a festa: musiche leggiadre, giocolieri, saltimbanchi, falconieri e spadari andranno ad animare le scene di vita quotidiane insieme con spettacoli di bandiera in corteo che coloreranno le via principale. Streghe e fattucchieri vi ammalieranno con magiche pozioni, stridule urla e roghi infuocati… All’interno del borgo i pellegrini potranno rifocillarsi gustando i ciaccini del Castello e visitando le “Osterie” del borgo. I festeggiamenti allieteranno i visitatori fino all’ora dell’attesa Disfida con L’Arco che vedrà contendesi l’agognato palio tra i Popoli di S.Stefano e S.Giovanni. Il calar del sole concluderà soavemente questi due giorni di storia antica; il Castello di Montopoli darà appuntamento ai suoi visitatori, se essi avranno gradito, all’anno venturo regalando loro, nell’attesa, un piacevole ricordo…

Versione mio:

Montopoli, Anno Domini 1432.
Immaginate di rivivere un secolo ormai lontano, fatto di dame e cavalieri, immaginate di poter rivivere quell’emozioni…

La nostra storia inizia un sabato pomeriggio del 1432.
È ormai sceso il sole quando il cuore del borgo di Montopoli comincia a prendere vita: per le strade voci di venditori al mercato, le botteghe, qualche popolano, maghe e fattucchieri.
Un rintocco in lontananza alla Pieve dei Santi Stefano e Giovanni: gli arcieri aprono i festeggiamenti portando in dono i ceri pasquali, gesto di buon auspicio per la Disfida dell’indomani.
Intanto sotto la Rocca c’è fermento: i signori di Montopoli accolgono i pellegrini che desiderano fermarsi a banchettare con loro. Cibi genuini e sapori decisi annaffiati con buon vino toscano, mentre giullari e mangiafuoco allietano la serata con esibizioni esclusive.
I festeggiamenti proseguono fino a tarda notte aspettando l’alba del nuovo giorno, quando l’antico Borgo riapre le sue porte: musiche leggiadre, giocolieri, saltimbanchi, sbandieratori, falconieri e spadari, magiche pozioni, stridule urla e roghi infuocati…
Una sosta all’Osteria del Borgo, un assaggio al tanto rinomato “ciaccino” di Montopoli e finalmente tutto è pronto per la celebre Disfida con l’arco.
Rullo di tamburi: gli arcieri sono in posizione. L’attesa è terminata, ecco le contrade dei Santi Stefano e Giovanni – Peringiù e Perinsù – a contendersi l’agognato Drappo in una sfida all’ultima freccia.
É il calare del secondo giorno.
La contrada più valorosa ha vinto e i signori di Montopoli salutano i graditi ospiti dando loro appuntamento all’anno venturo.

Eh eh, ora tocca a voi…

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