Elementi di stile nella scrittura

Ho letto Elementi di stile nella scrittura di William Strunk Jr, una lettura entusiasmante se penso che risale agli inizi del ‘900.
Ecco un estratto:

[…] Senza i nomi e i verbi la frase non esiste. Hemingway, ad esempio, usava pochissimi aggettivi e avverbi, eppure la sua scrittura è incredibilmente precisa. […]
I nomi e i verbi sono le parti più importanti di una frase e gli aggettivi vanno usati in modo funzionale. […]
Discorso a parte va fatto per l’avverbio. Secondo Stephen King dovrebbe essere eliminato il più possibile perché “con gli avverbi lo scrittore ci dice che ha paura di non essere abbastanza chiaro, di non trasmettere nel modo migliore il concetto o l’immagine”.

Es. Chiuse la porta saldamente. Se il testo è costruito bene saldamente è superfluo.

Gli avverbi “impoveriscono, sottraggono energie, spostano l’attenzione sulla loro ovvietà. […] L’avverbio raramente è funzionale. Quando lo è, diventa indispensabile. Altrimenti distrae, svuota, intensifica solo in apparenza”.[…]

***

Interessante leggere questi piccoli accorgimenti di grandi scrittori. È incoraggiante anche sapere che lo stesso Hemingway considerava la prima bozza “una merda”, vuol dire che non solo la sola a pensare che la scrittura è fatta di cuore ma soprattutto di testa e che la revisione è praticamente una riscrittura della prima versione.
Lo vedo nei miei post. Li scrivo sempre in brutta copia, rileggo, taglio, copio, incollo e spesso li riscrivo. Ecco perché per me si tratta di un vero impegno, perché non sono frutto di una trovata estemporanea – o meglio – l’idea si, ma non la stesura. Una parentesi di scrittura dal lavoro di scrittura.
Sollievo, mi sento meno incapace.

Le annotazioni su aggettivi e avverbi, invece, mi mettono in crisi perché – come tutti i pivelli – ho l’abitudine di condire troppo i testi che scrivo per paura di non essere abbastanza chiara o incisiva. Credo che sia in parte questione di esperienza.
Stranamente gli autori (non faccio riferimento a me in questo caso perché non sono un’autrice) hanno uno stile ricco e ampolloso agli inizi della loro carriera per perdere progressivamente gran parte delle ridondanze man mano che il tempo passa. Deve essere il continuo esercizio, la rilettura, le smorfie dei capi quando leggono i tuoi testi, l’orrore quando li rileggi tu a distanza di qualche tempo.
A me è capitato, ad esempio.
Mi rendo conto che lo stile sta cambiando, le parole si fanno più sottili e precise, chiamano a raccolta quei sinonimi lontani che non mi venivano mai in mente quando servivano.
I periodi lunghissimi hanno lasciato il posto a frasi brevissime, entrambe da togliere il respiro. Le prime non potevi leggerle perché non avevi abbastanza fiato per arrivare in fondo, le seconde perché erano una raffica di proiettili che non ti davano il tempo di capire cosa stava accadendo. Poi sono arrivate le congiunzioni, non troppe mi raccomando… quel tanto che basta per fare una vasca respirando ogni tre bracciate (chi nuota può capire).
È bello scrivere, è bello vedere il proprio stile crescere insieme a te perché quando tu cresci mentre lo stile resta quello di un liceale prima o poi ti sentirai un vecchio frustrato modello Padri della Chiesa o Federico Moccia.
Ho divagato un po’ ma non importa. È quasi ferragosto, tutti sono al mare, questo post lo leggerò solo io e tra una settimana tutto tornerà nella normalità.

One thought on “Elementi di stile nella scrittura

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...