Il peso delle parole

Qualcuno mi ha detto “alla vita gli devi andare incontro“; riflettendoci, non ha tutti i torti. Le occasioni vanno prese al volo, ma devi anche favorire il caso perché accadano. Mi chiedo come si fa a creare le condizioni per far crescere un fungo da un panetto di muffa. Sulla scatola c’è scritto di tenere il terreno constantemente umido.
Vuol dire che devo tenere il mio terreno celebrale costantemente umido? Forse si. Anche se mi viene sempre il dubbio di non fare mai abbastanza.
Sto leggendo un libro che ha tutte le premesse per diventare entusiasmante: Consigli ad un giovane scrittore di Vincenzo Cerami. Si si, proprio il Cerami del Cinema. Sapevo poco e niente di lui se non che aveva lavorato con Benigni scrivendo una tra le più belle sceneggiature degli ultimi anni. Ignoravo però che nella sua carriera ha collaborato con Pasolini (che è stato anche suo professore), con Amelio, ha scritto per la Tv, per il cinema, per la radio, si è cimentato con generi a torto definiti “minori” come fumetti e racconti sia in Italia che negli Stati Uniti e in Francia. Insomma è uno che si è “sporcato le mani” dappertutto e questo è quello che consiglia di fare a chiunque ha piacere di scrivere.
Scrivere qualsiasi cosa, provare, magari anche sbagliare, cercare qualsiasi occasione per farlo.
Ho pensato a me. Non ho mai smesso di scrivere un diario. Spesso non so neanche dove sono quelli vecchi, non ho piacere a rileggerli ma non potrei mai non riportare su carta i miei pensieri.
Mi fa stare bene, mi tranquillizza, mi aiuta a rendere razionali delle sensazioni che mi sembrano insopportabili. Ho provato a scrivere delle poesie, dei piccoli racconti, articoli di giornale, ora i post. Tante di queste cose non le condivido con nessuno, le considero solo delle prove. So solo che non basta mai. Scrivere è faticoso, è un lavorìo continuo di limatura e riscrittura eppure lascia una sensazione di soddisfazione che non ha paragone.
Riuscire a scrivere una pezzo soddisfacente che sia equilibrato sotto ogni punto di vista (lessico, ritmo, musicalità, contenuto) non è semplice ma neanche impossibile. Il consiglio di Cerami non poteva essere più vero nella sua disarmante semplicità: lavorate duro. È tutta questione di esercizio, come suonare il pianoforte, nuotare, correre veloce. Senza l’esercizio bruto, rozzo, faticoso, reiterato non c’è finesse che tenga. Certo c’è anche l’estro creativo, ma quella è un’altra storia. Viene dopo, in fondo in fondo.

One thought on “Il peso delle parole

  1. Infatti… per padroneggiare la tecnica è necessario un costante esercizio. Al di là dei risultati, è importante, nel campo delle arti e non solo, l’impegno a prescindere.

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