Di ecosistemi e universi liquidi

Tra una cosa e l’altra non scrivo da più di un mese sul blog. Sono mortificata e amareggiata con me stessa soprattutto perché è stato un periodo ricco di spunti che voglio condividere con tutti.
Ho progettato con altri colleghi una app per iPhone e sono stata all’IA Summit a Milano. Mille spunti diversi, ognuno a suo modo interessante.

A Milano sono venuti fuori con una certa ricorrenza due concetti: ecosistema e universo liquido.
Ecosistema vuol dire contesto, ovvero l’insieme delle relazioni che dà significato ad un’informazione. Il contesto, quindi, è come un angolo di prospettiva, capace di dare un senso all’infinitamente lontano e al dettaglio più piccolo.
Il contesto determina il limen attorno un concetto, un universo liquido che si disgrega nel web per adattarsi alla storia che stiamo raccontando.
Chi si occupa di tirare le fila del discorso, di rendere significante anche un quadro astratto, di plasmare una forma secondo un concetto di affordance?
Ovvio l’architetto dell’informazione. Colui che costruisce e progetta l’ecosistema, che pensa il confine attorno alla storia che sta raccontando, che stabisce connessioni con altri ecosistemi.
Come stabilisce le regole e i limiti dell’ecosistema?
Attraverso i tag e le tassonomie, il modo più semplice per descrivere una storia e nello stesso tempo creare una rete di relazioni a grappolo.
Di cosa sono fatti questi legami?
Di link, naturellement.

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