I like Monna Lisa

Uno degli interventi più interessanti dell’intero Summit è stato quello di Marco Mason dal titolo “User experience e progetto di sistemi mobile per i musei”.
Qualche tempo fa mi sono occupata anche io di ricerca di sistemi mobile nell’ambito museale e ho trovato ben dettagliato lo studio di Mason.
La sua proposta è stata di costruire dei percorsi all’interno dell’opera (video correlati, immagini aggiuntive ad esempio), una sorta di stratificazione dell’approfondimento che il visitatore può scegliere a seconda del suo livello di interesse.
Un motore propositivo intelligente in grado di capire cosa vuole il visitatore e dargli delle indicazioni (della serie “forse ti può interessare anche questo…“), un sistema di tracciamento della posizione del visitatore rispetto ad altre opere (tipo “altre opere simili nelle vicinanze…“).
So che è questo il futuro, che presto metteremo un “like” alla Gioconda ma l’idea mi lascia non pochi pensieri.
Giro a voi le domande che mi ronzano per la testa continuamente: non credete che in questo modo ci sia il reale rischio di spostare l’attenzione dall’opera d’arte al corredo tecnologico? Di ridurre le sensazioni e la tempesta che la vista di un’opera può provocare ad un “like”?

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