SEO di Google

Nelle settimane scorse non sono sparita, mi sono occupata di un progetto per un sito web da fare al volo e per la prima volta mi sono misurata con le vere dinamiche del SEO di Google.
A crudo di nozioni ho cercato un po’ in rete e ho trovato un documento che invito tutti a leggere (anche se forse sono arrivata tardi).
Si tratta di una guida concisa ma ben strutturata ceh racconta delle piccole accortezze che rendono i siti meglio indicizzati dal motore di ricerca con le oooooo (Goooooogle appunto 🙂 ).
Sembra complicato, invece è tutto molto semplice. Django, ad esempio, (il CMS che ho usato io) ha un prodotto molto carino per i tag delle pagine: titolo, descrizione, parole chiave.
Capire come ragiona il motore che interpreta le query degli utenti mi ha chiarito una volta per tutte a cosa serve aggiungere il campo ALT se ci sono già le didascalie: a indicizzare meglio le ricerche per immagini (vabbè non fate quel risolino solo perché lo sapete già).
Nonostante alcune cose siano decisamente scontate (gerarchie di navigazione, uso del breadcrumbs, uso della sitemap, ecc.) altre sono decisamente utili e interessanti.
Conoscevate il file robots.txt che serve a non indicizzare alcune parti del sito?
E il rel=”nofollow” per evitare l’arrivo di spam dai link? Si?
Che saputelli che siete.

Scrivere una mail: quattro semplici regole di buon senso

mailScrivere una mail sembra una cosa semplice e di poco conto, invece richiede tanta attenzione e buon garbo.
Certo, tutto dipende dal destinatario e dal contenuto – per intenderci se l’oggetto della mail è raccontare una storiella ad un amico non c’è bisogno di pensarci troppo – ma se il destinatario è un importante cliente la cosa cambia un po’.

La regola numero uno è fare attenzione alla grammatica.

Mi è capitato di ricevere una mail con ben due orrori di grammatica e, devo dire la verità, la mia considerazione per quella persona è notevolmente scesa. Non posso farci niente, passi per congiuntivi e periodi ipotetici, ma non posso tollerare la mancanza di “H” o di “è”. Basta rileggere la mail prima di inviarla. Semplice.

Altra regola importante è la chiarezza di esposizione.

Frasi brevi, ma non troppo. È importante esporre il concetto in forma concisa evitando di aggiungere troppi particolari, per quelli meglio il telefono. In alcuni casiper rendere più evidente il messaggio, metto in grassetto la parola o la frase chiave.
La mia idea di mail è quella di uno strumento di scambio veloce ma duraturo, non certo di un romanzo a puntate.
Lo schema quindi dovrebbe essere:

  • saluti (non mi piace chi dimentica questa forma di cortesia)
  • testo del messaggio
  • saluti finali
  • firma.

Capitolo stile. Qui si apre un mondo.

C’è chi fa subito l’amicone (quanta confidenza, abbiamo mai mangiato insieme?), chi è eccessivamente formale (ma dai, siamo nel 2011 mica al tempo del re!), chi scrive come se stesse parlando a voce alta e non si risparmia formule diciamo “colorite” (mi dispiace doverti dire che non sei James Joyce e che il flusso di coscienza non ti viene bene come a lui).
Se scrivo una mail ad una persona che non conosco non mi piace rivolgermi con il tu, preferisco il lei ma evito le maiuscole in corpo di parola (tipo “sono a inviarLe”). Mi piace usare uno stile formale ma fresco, gentile ma non esagerato. Gli eccessi mi fanno sempre ridere.

Infine l’oggetto. Questo mistero dell’universo.

“Link utile” oppure “sito web” o ancora “Il telefono funziona!!!!!!!!!!!!!” (ho nella posta una mail così, giuro).
L’oggetto deve dire in due parole di cosa parla la mail e dare indicazioni chiare sul perché leggerla (indicare il progetto prima di tutto potrebbe essere importante). Il mio capo, ad esempio, riceve decine e decine di mail al giorno. Ovvio che avrà bisogno di smistarle e dargli un ordine di priorità. L’oggetto deve servire a:

  • assegnare una priorità tra le mail
  • smistarle in maniera agevole
  • ritrovarle anche a distanza di tempo con la stessa semplicità.

So che mi sono dilungata troppo ma il discorso meritava un approfondimento. Non è concluso, ma per il momento può bastare.