Outing grammaticale

Ci sono delle cose che non si capiscono fino a quando non arriva uno sconosciuto che te le dice in faccia senza filtri.
Ci ho messo molto tempo (non dico quanti anni per carineria; anzi lo dico: almeno 20 anni) per capire che sono una neo-crusc. Quasi della peggiore specie.
Chi sono i neo-crusc? I cosiddetti bacchettoni della grammatica.
Quelli che si indignano se una regola appresa alle elementari viene infranta dalla lingua moderna, quelli che pensano di avere tutte le risposte, quelli che si considerano puristi e, per questo motivo, mettono sempre la virgola prima del MA, quelli che pensano solo in maniera lineare e non sono stati mai capaci di risolvere un problema inverso, quelli che rabbrividiscono a pensare ad una frase che comincia con la E congiunzione.
Insomma, me stessa prima di leggere Val più la pratica.

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Figure retoriche a go-go

La Rai sta per lanciare un nuovo canale: RAI5 il cui sottotitolo è “La Tv in tutti i sensi”.


Chi ha pensato al video di lancio ha usato un approccio interessante dal punto di vista comunicativo: il testo, infatti, è tutta una rincorsa di sensazioni contrapposte e stridenti solo all’apparenza.

Per fare qualche esempio:
ho pianto di gusto
ho assaporato sudore e polvere
ho ascoltato il sapore della vita
ho sentito l’odore della passione

Si tratta dell’uso di una figura retorica che sono andata a rispolverare nella memoria della grammatica liceale: la sinestesia. Come mi ha ricordato Wikipedia “La sinestesia è una figura retorica che prevede l’accostamento di due termini appartenenti a due sfere sensoriali diverse.”

Tra gli esempi di Wikipedia mi piace citare il buon Faber nell’album la Buona Novella (il mio preferito):
Quando mi chiese: “Conosci l’estate?”
io per un giorno per un momento, corsi a vedere il colore del vento
(Fabrizio De André, Il sogno di Maria)

Per tornare al promo di RAI5, credo che l’idea non sia nuovissima in generale così come la grafica ma ho apprezzato molto il testo: piacevole, leggero, fresco, ben cadenzato.
In realtà non ho capito di cosa tratterà il nuovo canale, ma forse è meglio così.

Elenchi di dubbi

Paolo ha scritto un commento molto interessante al post sui Punti elenco. Piuttosto che rispondere solo a lui ho pensato che approfondire qualche regola potrebbe essere utile a tutti (soprattutto a me).
Ecco il commento:

Ciao Tiziana,
Anche io spesso faccio confusione su come iniziare un elenco: con le maiuscole o le minuscole.
Ho letto anche io la guida di Infotel, debbo dire che l’ho trovata interessante e chiara riguardo l’argomento, anche se l’ultimo punto mi lasciava perplesso, quello con le maiuscole ed il punto.
Sul Manuale di stile di Wikipedia gli stili vengono trattati nel seguente modo:
-Stile testo: si seguono le regole del testo corrente, perché i singoli elementi dell’elenco fanno parte di un unico periodo, e sono organizzati in una lista per rendere più agevole la lettura.
In particolare:
si usa l’iniziale minuscola se la voce prosegue il periodo della frase introduttiva;
ogni voce termina con il segno di punteggiatura che gli spetterebbe nel contesto della frase;
l’ultima voce si chiude con il punto.
-Stile elenco: si considerano le voci come elementi informativi autonomi.
Le voci iniziano in maiuscolo.
Sono seguite dal punto se costituiscono frasi compiute.
Non sono seguite da punteggiatura se sono, ad esempio, semplici denominazioni.

Vorrei chiederti per favore qualche delucidazione:
1)Secondo te, quanto enunciato nella parte “stile elenco” di Wikipedia è equivalente all’ultima regola citata nel manuale (se i termini sono complessi e costituiti da frasi distinte rispetto al periodo introduttivo si usa la maiuscola e il punto alla fine di ogni frase), quindi un elemento informativo autonomo?
2)Quando ci troviamo di fronte a frasi brevi composte soltanto da verbo+sostantivo (ad esempio “creare siti”), resta in auge la regola senza punteggiatura, oppure ci vuole il punto e virgola?
3) Cosa pensi di questa regola (stile testo):”Ogni voce termina con il segno di punteggiatura che gli spetterebbe nel contesto della frase”? Potremmo mettere anche la virgola o resta il punto e virgola?
4) Per termini semplici intendiamo anche quelli retti da un complemento di denominazione come redazione di testi, creazione di siti web, gestione d’impresa?
5) Se nel tuo elenco “Come vestirsi in Norvegia” avessi usato frasi brevi e non complesse , e comunque distinte tra loro, che punteggiatura avresti implementato?
6) In un elenco informativo autonomo, non connesso ad una frase, i termini brevi vanno sempre in maiuscolo come dice Wikipedia?
7) Questa è stupida, ma alle volte hai dei dubbi che non riesci a fugare: dopo i 2 punti ci vorrebbe la minuscola ok, ma questo discorso vale anche quando si fanno delle domande (come adesso)?

Ciao Paolo,
la premessa necessaria da fare è che non ci sono regole assolute nella redazione di elenchi, piuttosto delle convenzioni più o meno accettate. Ogni casa editrice, ad esempio, ha le sue convenzioni.
Per sicurezza sono andata a spulciare qualche manuale di stile che avevo sotto mano (in particolare Il Nuovo Manuale di Stile di Roberto Lesina) perché voglio essere chiara nel risponderti.

  1. In parte. Secondo me nel manuale di Infotel hanno generalizzato e semplificato la regola che riporta Wikipedia. Come dimostra l’esempio culinario che hanno riportato mettono il punto e la conseguente maiuscola solo quando il contenuto del punto elenco è un periodo più o meno complesso che ha bisogno di punteggiatura propria. Secondo lo stile elenco (Lesina concorda), invece, possono essere considerati concetti autonomi anche elenchi di una sola parola. In questo caso è chi scrive a decidere.
  2. A regola vale il concetto che a fine punto elenco va il punto e virgola (o i puntini di sospensione o il punto interrogativo a seconda del caso) ma in verità ho notato che nella scrittura per web spesso gli enunciati minimi (verbo + sostantivo) non hanno nessun segno di interpunzione. Io personalmente valuto a seconda del caso anche se in generale non metto nulla con punti elenco brevi.
  3. In questo caso penso che la regola si riferisca al fatto che potresti mettere anche dei puntini di sospensione o un punto interrogativo, anche questi sono segni di interpunzione… 🙂
  4. Si, direi di si.
  5. Penso che avrei messo il punto.
  6. La maiuscola è legata all’uso del punto, nel senso che usi la maiuscola solo se hai un elenco autonomo in cui c’è il punto a fine frase.
  7. Questa è la regola del discorso diretto. In generale quando fai una domanda diretta si usano i due punti e poi la lettera maiuscola.

Facciamo un esempio:
quando elenco gli ingredienti di una ricetta non metto il punto e la maiuscola ad ogni elemento perché sono tutti collegati tra loro:

  • zucchero
  • sale
  • acqua
  • farina

Invece posso usare il punto e la maiuscola in quest’altro caso (stile elenco):

Di seguito le nuove norme nelle emissioni di gas inquinanti.

  • Controllo delle emissioni degli autobus.
  • Acquisto di nuovo autobus meno inquinanti.
  • Utilizzo di un carburante alternativo.

    Spero tanto di essere stata chiara. Ad ogni modo la regola numero uno è sempre la coerenza, ovvero scegliere la norma da seguire e farlo in modo coerente per tutto il documento che si sta scrivendo.

    Allo stesso tempo la regola numero due è il buon senso. Cercare di non ingarbugliarsi nei cavilli della grammatica di stile, ma seguire anche un po’ il proprio orecchio: di solito vale l’assunto che è giusto ciò che “suona bene”.
    Regola numero tre: non avere paura di chiedere consigli e consultare testi specifici per qualsiasi dubbio.

    Nuovi stimoli 2010

    Episodio 1

    Domanda: le frecce per scorrere il testo della trascrizione audio sono forse troppo piccoline e sono orientate in orizzontale ovvero nel senso contrario allo scorrimento del testo che è verticale. È un problema cambiare lo scorrimento da verticale a pagine orrizzontali o è meglio cambiare le frecce?

    Risposta: Per quanto riguarda la dimensione considera che quelle stesse freccie (ORRORE!Sarà una svistapenso ingenuamente…) sono utilizzate anche per le schermate […] (Continuo a leggere)
    Per il problema della discordanza tra freccie (Allora non è una svista è una falla nel sistema della scuola primaria) orizzontali e scorrimento verticale possiamo fare qualcosa: mettere le due freccie (sbagliare è umano, ma perseverare è diabolico!) sopra e sotto il testo.

    Risultato: mi sono cadute le braccia e non ho avuto il coraggio di correggere il mio pen friend. So per certo che questa persona è laureata. Evidentemente non in lettere.

    Episodio 2

    Incarico: riguarda questi testi per essere sicuri che non ci siano refusi. (Mi dico: è una curatrice museale, posso stare tranquilla)

    Testo: stilisticamente il dipinto è accostabile al Ritratto dell’Arcidiacono Cagnazzi, noto esponente della cultura meridionale della prima metà dell’Ottocento, coetaneo del Primicerio – era nato ad Altamura nel 1764 –, essenzialmente incentrato sulla vitalità espressiva dello sguardo, intellettualmente arguto e indagatore, tralasciando qualsiasi concessione di carattere narrativo.

    (Per evitare espressioni colorite direi solo che non ci siamo)

    Risultato: preferivo il 2009.